Informazioni utili

TAGLIANDI AUTO IN GARANZIA 

Il cosiddetto Decreto Monti (o legge Ber – Block Exemption Rule), è una normativa europea, valida quindi in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, entrata in vigore il 31 luglio 2002 – e recentemente prolungata fino al 2023 con l’emanazione del Regolamento (UE) n. 461/2010 – con lo scopo di disciplinare la distribuzione, la riparazione e la manutenzione degli autoveicoli, così come la fornitura di pezzi di ricambio, nel tentativo distimolare e favorire il principio della libera concorrenza nel settore.
Allargamento del numero di strutture autorizzate ad effettuare interventi in garanzia, facilità di accesso per i riparatori indipendenti a una serie di fondamentali informazioni e strumentazioni tecniche (cataloghi, istruzioni, sistemi di diagnostica, corsi di formazione, attrezzature di collaudo etc etc), maggiore circolazione dei ricambi originali ed equivalenti all’originale: sono numerosi gli aspetti previsti dalla legge che rendono i riparatori indipendenti in grado di competere alla pari con i concessionari 

Nel concreto, il primo grande cambiamento implicato da questa nuova regolamentazione è che il vincolo di cui abbiamo parlato prima decade: per poter usufruire della garanzia del proprio veicolo, non esiste più l’obbligo di effettuare tagliandi e riparazioni ordinarie presso un concessionario ufficiale della casa produttrice.
Tutti i tagliandi di verifica previsti dal libretto di manutenzione (compreso il primo, riguardo al quale molti automobilisti sono ancora convinti di doversi rivolgere al concessionario) e le riparazioni ordinarie possono quindi essere eseguiti anche presso autoriparatori indipendenti (come ad esempio quelli aderenti alla rete di officine Eurorepar), a patto che questi rispettino alcune semplici ma fondamentali regole:

  • utilizzo esclusivo di ricambi di qualità equivalente all’originale (ovvero ricambi con la medesima qualità di quelli originali ma non prodotti secondo le specifiche tecniche e gli standard di produzione della casa madre del veicolo). Il Regolamento (UE) n. 461/2010 (ex decreto Monti) conferisce a questo tipo di part di ricambio esattamente la stessa dignità di quelli originali;
  • scrupoloso rispetto di una serie di precise istruzioni e accurate procedure dettate dalla stessa casa madre del veicolo per la sua corretta manutenzione e riparazione,
  • corretta documentazione degli interventi e dei controlli effettuati (timbro sul libretto di manutenzione).
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BOLLINO BLU: CONTROLLO DEI GAS DI SCARICO

bollino blu da esporreAttenzione: con l’articolo 11 del Decreto Liberalizzazioni di Monti il controllo dei gas di scarico delle auto (e relativo rilascio del bollino blu) è reso obbligatorio solo contemporaneamente alla revisione e non con cadenza annuale. Il provvedimento riguarda sia le auto che le moto.
«…. a decorrere dall’anno 2012 il controllo obbligatorio dei dispositivi di combustione e scarico degli autoveicoli e dei motoveicoli, ove previsto, è effettuato esclusivamente al momento della revisione obbligatoria periodica del mezzo».
 
In estrema sintesi per le autovetture nuove l’obbligo di dotarsi di bollino blu scatta solo dopo 4 anni in occasione della prima revisione e successivamente ogni due.

Si ricorda comunque che è necessario attendere indicazioni definitive da parte delle Regioni e dalle Provincie che possono comunque applicare ulteriori restrizioni sul controllo dei gas di scarico degli autoveicoli.
Una delle principali fonti di inquinamento in ambiente urbano è sicuramente rappresentata dalle emissioni dei gas di scarico dei veicoli che sempre più numerosi circolano nelle città.Primo criterio di contenimento delle emissioni è stato presentato con il D.M. del 07.07.1998. In tale Decreto si introduce l’obbligo del “bollino blu”: adesivo appunto di colore blu (in alcuni Comuni si parla in realtà di bollino verde), che viene rilasciato a fronte di un controllo dei gas di scarico e dei dispositivi di combustione da effettuarsi in officine autorizzate. Il bollino dovrà essere quindi periodicamente apposto in modo ben visibile sul veicolo.

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PNEUMATICI INVERNALI

Lo pneumatico invernale (chiamato comunemente “gomma termica”) è un tipo di pneumatico avente caratteristiche particolari che lo rendono adatto all’utilizzo su superfici innevate o fangose e quando l’asfalto è particolarmente freddo, garantendo una migliore aderenza su fondi viscidi e umidi. Questi nuovi pneumatici stanno sempre più sostituendo le catene da neve e hanno di fatto sostituito i pneumatici chiodati in Italia.

Come si riconoscono

Sono riconoscibili dalla scritta sul fianco M&S o M+S, che sta a significare Mud and Snowovvero fango e neve, ma possono anche essere pneumatici quattro-stagioni. 
 

 Alcuni pneumatici che presentano tale dicitura possono presentare accanto anche un disegno raffigurante una cima con una stella innevata, tale simbolo significa che la mescola è particolarmente adatta per l’uso su strade innevate o con il fondo stradale freddo (inferiore a 7°C).
 
Il simbolo della “stellina” è una convenzione tra produttori, ma non 
è contemplata nei codici della strada europei, infatti per il Codice della Strada si specifica semplicemente che gli pneumatici che riportano il simbolo M+S (o M&S) sono utilizzabili in sostituzione delle catene su strade dove l’uso di queste ultime è per legge obbligatorio (cartello blu rotondo raffigurante uno pneumatico con catene).
 
Il codice della strada
Per quanto riguarda il codice della strada italiano le coperture che riportano una delle sigle in alto sono equivalenti alle catene da neve.La legislazione legata agli pneumatici invernali varia nei differenti paesi europei.
Italian traffic signs - catene da neve obbligatorie.svgIn Italia, le principali province italiane emanano ogni anno un’ordinanza in cui stabiliscono il periodo e le strade in cui gli pneumatici invernali o le catene da neve a bordo sono obbligatorie. Ad ogni modo, l’obbligo all’uso degli pneumatici invernali è anche segnalato sulle strade dall’apposito cartello stradale blu e, il mancato rispetto di quest’obbligo causa una multa di 68,25 euro e la rimozione del veicolo.

Accorgimenti
Per garantire la massima presa dello pneumatico e ridurre la possibilità di pattinare su neve o acqua è consigliabile montare pneumatici che abbiano la minor impronta trasversale possibile, ovvero più stretti.Inoltre è da tenere presente che per la particolarità di questo pneumatico:
 

  • l’usura dello pneumatico diventa più veloce in assenza di neve e con temperature miti;
  • non garantisce del tutto l’aderenza sul ghiaccio, costringendo ad adoperare altri accorgimenti (catene del tipo rompighiaccio o pneumatici chiodati).

Questo pneumatico in caso di pioggia o neve si comporta come uno pneumatico notevolmente drenante, capace di drenare l’80% di acqua in più rispetto a quello normale. Molte automobili riportano sul libretto di circolazione delle misure specifiche per gli pneumatici invernali con sezione ridotta, in modo da sviluppare una maggiore pressione a terra, ma non necessariamente da preferire alle altre misure, una gomma di dimensioni inferiori può aumentare gli spazi d’arresto su fondi non innevati. Le misure di pneumatici consigliate dalle case costruttrici di automobili tengono sempre in considerazione il rapporto tra il peso della vettura, la pressione dello pneumatico e il tipo di fondo stradale, requisito fondamentale per garantire spazi di arresto corretti in tutte le condizioni.

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IL CONTRIBUTO AMBIENTALE PER I PNEUMATICI

Con la nuova normativa il costo del riciclo del pneumatico viene reso trasparente all’atto dell’acquisto, per consentire una tracciabilità dei flussi e la garanzia del riciclo. Quando si acquista un nuovo pneumatico viene indicato in fattura o nello scontrino fiscale il valore del contributo ambientale, separato dal prezzo del pneumatico.Il contributo ambientale è destinato a finanziare il corretto recupero del pneumatico, una volta che sarà giunto a fine vita.

Contributo 2012  (assoggettato ad IVA)

Categoria Veicoli utilizzatori Pesi min-max (in Kg.) Contributo ambientale (€/pneumatico)
A Ciclomotori e motoveicoli (ciclomotori, motocicli, motocarri, ecc.) A1(2-8) 1,40
B Autoveicoli e relativi rimorchi (autovetture, autovetture per il trasporto promiscuo, autocaravan, ecc.) B1(6-18) 2,80
C Autocarri, Autobus(autotreni, auto snodati, auto articolati, filoveicoli, trattori stradali, ecc.) C1(20-40) 11,80
C2(41-70) 23,10
D Macchine agricole, macchine operatrici, macchine industriali(trattori, escavatori, ecc.) D0(<4) 0,85
D1(4-20) 3,95
D2(21-40) 9,50
D3(41-70) 18,30
D4(71-110) 28,40
D5(111-190) 56,60
D6(191-300) 117,80
D7(301-450) 204,50
D8(451-700) 337,10
D9(oltre 700) 434,10

Il contributo ambientale è stato istituito con il Decreto Ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011, attuativo del Decreto Legge 152/2006. L’obiettivo finale è quello di rendere operativo il sistema di gestione dei Pneumatici Fuori Uso (PFU) che dovrà garantire l’invio a recupero del 100% dei pneumatici a fine vita generati sul territorio nazionale italiano.

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LA REVISIONE

il Codice della Strada prevede che i veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione debbano essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento. Nel regolamento stesso sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento che devono essere periodicamente controllate durante la revisione auto. Particolare attenzione viene posta ai pneumatici, ai sistemi equivalenti, alla frenatura, ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, alla limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti. La revisione auto periodica mira quindi ad accertare il rispetto delle condizioni di sicurezza ed il mantenimento del rumore e delle emissioni inquinanti entro i limiti di legge.

Quando farla

La scadenza in realtà non è fissa e varia da uno a quattro anni in relazione al fatto se sia la prima dopo l’immatricolazione o una delle successive e in base alla tipologia del veicolo.

La prima revisione è obbligatoria dopo quattro annidalla prima immatricolazione, entro il termine del mese di rilascio della carta di circolazione. I successivi controlli devono essere effettuati invece con scadenza biennale e sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione.

Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg e dal 2003 motoveicoli e ciclomotori.

La revisione è invece obbligatoria con cadenza annuale per le autovetture adibite al servizio taxi, noleggio con conducente, per gli autoveicoli utilizzati per il trasporto di cose e i rimorchi di peso complessivo superiore ai 3.500 Kg, gli autobus, le autoambulanze e i veicoli atipici (ad esempio, le auto elettriche leggere da città).

Dove farla e quanto costa

La revisione può essere effettuata presso uno qualunque degli uffici della motorizzazione civile o presso le officine autorizzate dal Ministero dei Trasporti. Si parla comunque di una rete di oltre 5000 centri ai quali è possibile rivolgersi. I costi variano nei due casi:

A) Presso un ufficio della motorizzazione civile si deve seguire questa procedura e il costo revisione auto è il seguente: bisogna compilare il modello MC 2100 in distribuzione presso gli uffici, allegare l’attestazione di versamento di € 45,00 sul c/c 9001 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici della motorizzazione civile) e prenotare la visita e prova del veicolo.
B) Presso una delle oltre 5000 officine autorizzare il costo è leggermente maggiore. In questo caso (indipendentemente dal tipo di veicolo) l’importo da sostenere è infatti pari a € 65,15 (IVA compresa), di cui € 10,70 per bollettino per diritti D.T.T.

Se la revisione delle auto ha esito positivo viene rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito appunto della revisione. Tale etichetta adesiva dovrà essere applicata sulla carta di circolazione negli spazi appositamente predisposti.

In caso di esito negativo si presentano invece due possibilità e il costo revisione ovviamente quantomeno raddoppierà:
– Se viene indicato il termine “ripetere” si devono effettuare le opportune riparazioni degli impianti indicati come non efficienti presso un meccanico di fiducia ed effettuare una nuova revisione delle auto entro un mese.
– Se viene invece indicato il termine “sospeso” si devono effettuare le opportune riparazioni e presentare una nuova richiesta di revisione delle auto per poter circolare.

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AUTO ONE di Meggio Mirco
Via Torri n. 94 – 36057 Arcugnano (VI) – Telefax. 0444.530751
e_mail: info@autooneservice.it  –  www.autooneservice.it
 
 

 

 

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